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Messages - viok

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Organizziamoci ! / D.D.L. 160 Gelmini (e Tremonti, ovvio)
« on: November 11, 2009, 01:45:18 AM »
Io non ho capito (perchè non ho proprio sentito) la cosa che ti ha detto Rossi quando siamo andati a lezione. Che poi hai chiamato Jacopo per rettificare il messaggio.

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Organizziamoci ! / Commenti sulle tesi triennali
« on: November 10, 2009, 10:56:59 PM »
Quote
bene... riguardo al primo tema è onere dello studente in questione "denunciare" il fatto, altrimenti è omertà e coplicità, la solita storia trita e ritrita delle cose che non cambiano mai ha le sue fondamenta qui! per il secondo fatto ne possiamo discutere ampiamente, senceramente qui la questione è filosofica, che dobbiamo farci co sta laurea triennale, se non serve quasi a nulla allora che si pronunci il titolo sinceramente risulta superfluo no?! per il terzo fatto, essendo una questione logistica a quanto ho capito, si può fare molto meglio!


Beh Sarah, l'ha detto al collettivo. Ha scritto a Rossi. Quindi non è omertà. La questione è che non usando il forum, non legge quanto scriviamo. Ora mando una mail sulla mailing list anche se il forum dovrebbe servire ad evitarlo.
Sulla seconda questione: se uno non si smazzasse a far la tesi, concorderei. Però dato che uno si impegna a scriverla, quantomeno il titolo andrebbe letto.
Sull'organizzazione si può fare meglio sicuramente!

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Organizziamoci ! / Commenti sulle tesi triennali
« on: November 07, 2009, 06:24:29 PM »
L'esperta sul tema è Sarah. Io riporto qualcosa che ho capito dall'esterno, non essendo presente.

Nel caso limitato di alcuni studenti della triennale di clinica:

- il relatore ha detto che nonostante le nuove regole voleva una tesi "vecchio stile" e che, con le nuove linee guida "non cambiava nulla ai fini della tesi", quindi tesi da 80 pagine e sette mesi di lavoro. Il fatto è che non è facile cambiare dall'oggi al domani la mentalità dei relatori.

- il presidente di commissione, colui che ha fatto le proclamazioni ha proclamato 20 persone in 10 minuti, senza neanche pronunciare il titolo della tesi... va bene fare le cose in fretta però un minimo di rispetto in più per un momento che per il laureando e' importante, forse ci vorrebbe.

- la sala era piena di parenti del precedente turno di laurea della magistrale che spingevano e facevano chiasso.
Sull'organizzazione si può sicuramente fare meglio però bisogna tener presente che la sala lauree è piccola rapportata alla numerosità dei parenti ed amici che partecipano alle lauree. Non ci si può inventare nè affittare una sala più grande, dato che non ci sono soldi.

Quindi la protesta non è per il METODO (che è stato apprezzato) ma per alcuni > fattori molto specifici e relativi a casi individuali. Con relatori più aderenti al nuovo metodo, ed una cerimonia di proclamazione organizzata meglio, non ci sarebbe stato alcun appunto.

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Report collettivi / 04/11/09
« on: November 05, 2009, 08:45:40 AM »
Certo Gabriele, mi era chiaro, anche dall'email che mi hai mandato. Ho ripreso il discorso in modo che fosse più esplicito anche agli assenti.
Comunque, come concordato, c'è una stanza apposita per questa questione, che d'ora in poi potremo usare. Ecco il link

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Report collettivi / 04/11/09
« on: November 05, 2009, 01:53:14 AM »
Caro Gabriele,

per quanto riguarda l'utilità del questionario, io ritengo sia duplice:

1) Quel che dice Debora. E cioè, visto che non abbiamo accesso ai dati dei questionari ufficiali e visto che molti docenti non vogliono che questi risultati siano resi pubblici, possiamo rilevare noi stessi i dati con un questionario parallelo e pubblicare i risultati su sognopsicologia.

2) Possiamo pensare ad una modalità più valida di quella utilizzata nei questionari ufficiali e, in particolare, si può fare un test-retest risomministrando lo stesso test 3 volte: dopo le prime due settimane (prima che molti abbandonino il corso), a fine corso e durante gli appelli di esame (dopo che gli studenti hanno sostenuto l'esame, si può chiedere di compilare un berve questionario).

I problemi sono:

1) Pensare bene al test considerandone validità ed attendibilità statistica. Domani chiedo a Miceli se mi da una mano per avere il tutto pronto per il secondo semestre.

2) Mole di lavoro nel somministrare i questionari: scegliendo 3 corsi per semestre ogni anno, ce la si può fare.

3) Post elaborazione dei dati. Questa è la parte più complessa perchè anche con soli 3 corsi, ci sono circa 500 quationari da inputare e poi c'è l'analisi da fare. Questa parte è abbastanza critica. Però, se ognuno di noi inputa in spss, 50 questionari a testa, la cosa si può fare.

Credo che sarebbe un lavoro veramente importante. Ovviamente bisogna definire cosa si vuol misurare. Ci sono variabili misurabili (es. quanto il corso è utile per il superamento dell'esame) e altre non misurabili (es. quanto il programma svolto è effettivamente utile per la formazione di uno psicologo... uno studente non può saperlo...).

Infine c'è il problema della taratura dello strumento di misura. Ci vuole un campione solo per tarare lo strumento. Dovremmo trovare un paio di corsi pilota del primo semestre utili solo per la taratura. Magari uno della triennale ed uno della magistrale.

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Organizziamoci ! / Commenti sulle tesi triennali
« on: November 04, 2009, 07:57:03 PM »
Apro solo la discussione, come concordato.

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Organizziamoci ! / Questionari sulla didattica
« on: November 04, 2009, 07:55:16 PM »
Apro solo la discussione. Poi chi ha scritto il resoconto scriverà il contenuto.

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Report collettivi / 29/10/09
« on: November 02, 2009, 12:27:43 AM »
Grazie mille Gabriele per le precisazioni.
Mi è tutto chiaro a parte la questione sull'ordine degli psicologi. Però l'ha detta Ste... me la farò spiegare da Ste  :)
Sulla questione Roccato, credo che tutto ciò che dici sia giusto, in teoria. In pratica sarebbe un grandissimo risultato pubblicare i risultati dei questionari ma credo proprio che la maggior parte dei docenti sia contraria (e non parlo della Steila e di Roccato).
Ho una proposta: continuiamo a seguire Roccato e la sua proposta. Allo stesso tempo perchè non facciamo un sondaggio alternativo? Berlusconi ne fa uno alla settimana per sapere quanto è popolare, possiamo farlo anche noi.
Mi spiego: prepariamo 3 questionari ben fatti. Uno da somministrare dopo la prima settimana di lezione, uno a fine corso (ci sono molti corsi che si svuotano a fine corso) e uno durante gli appelli di esame. Ognuno è libero di compilarlo, in modo del tutto anonimo. Così abbiamo dei dati nostri e li pubblichiamo su sognopsiologia. Ovviamente dobbiamo seguire bene la parte statistica per non essere attaccabili ma credo che troveremo chi ci aiuta, a partire da me per quel che so.

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Report collettivi / Commenti sul collettivo
« on: November 01, 2009, 01:37:56 PM »
Innanzitutto grazie Gabriele per aver spostato sul forum (oltre che per l'ottimo resoconto).
Faccio qualche commento.

Quote
Si è poi passati all'organizzazione dell'assemblea di facoltà: - Questa si terrà, probabilmente, o il 10 o l'11 o il 12 novembre, in aula 10 in Corso San Maurizio - L'assemblea sarà finalizzata a tenere informati e informare gli studenti sulla 160 (la legge sull'università dell'altro giorno, chi se ne occupa già? stefano?), sulla 133 e sulla 270 - In riferimento alla 270, tema centrale insieme alla 160, dobbiamo ricordarci di procurarci il numero esatto di professori e di studenti iscritti ai vari corsi. - Si parlerà quindi anche della "politica sbagliata" sulla tematica del diritto allo studio, il comportamento dell'ordine degli psicologi. - Si è pensato inoltre di invitare la dipendente della biblioteca, Chiara, per parlare del discorso licenziamenti/non rinnovo contratti..(la chiama jacopo? o polacchi?) - Al fine di publicizzare l'assemblea vi mando poi la tabella per organizzare il giro aule (o oggi o domani) - Ricordare all'interno dell'assemblea il grande corteo del 17/11 di palazzo nuovo, incitando gli eventuali studenti presenti alla partecipazione. - Ricordarsi di dire a rossi di invitare tutti i professori ("invitandoli" anche al blocco delle lezioni) - Chiedere ai vari Roccato, De Piccoli (Norma), Tirassa, Adenzato e Fedi se sono interessati a eventuali interventi all'interno dell'assemblea.


Sulla questione dei professori, della 270, 133, numero chiuso e varie, è giustissimo parlarne in assemblea di facoltà. Aggiungo che però lo sforzo dovrebbe essere quello di sensibilizzare contro chi ha introdotto questa legge, cioè il Governo. Ci sarà una manifestazione il 17/11 Castello, che, come dice Jacopo, può essere una buona opportunità! E' inutile spendere energie contro i professori, il consiglio di facoltà, Rossi e compagnia bella... tanto quelli volendo o nolendo, le leggi le devono rispettare.
Inoltre, parlando di numeri del numero chiuso con Rossi, mi sono reso conto che è un numero chiuso molto poco "chiuso". Il tetto massimo per ciascuna magistrale sarà veramente alto. Magari ve ne parlo mercoledì al collettivo. Questo non vuol dire che poichè a noi di Torino ci va bene, non dobbiamo protestare contro il Governo.

Mi sono perso a cosa ti riferisci a proposito della polita sbagliata dell'ordine a proposito di diritto allo studio.

Per quanto riguarda il blocco delle lezioni, non credo che Rossi possa decidere autonomamente, ma debba avere il parere del consiglio di corso di laurea. Sulle decisioni di ordine "ideologico o politico" credo sia sempre così. Un preside può decidere autonomamente il blocco delle lezioni per motivi di sicurezza importanti e comunque in caso di emergenza.

Quote
Didattica: dopo ben 3 quarti d'ora di cazzeggio si è riusciti a dire qualcosa sul nuovo metodo dell'equipe di roccato sulla valutazione della didattica.. sull'introduzione dell'indice di correzione chiamato di "soddisfazione netta" che dovrebbe mediare fra alcune variabili, tenendo presente che, per esempio, psicometria interessa meno di psicopatologia, aldilà del docente e via dicendo per il resto ci saranno 3 Valutazioni (giusto?): Valutazioni Individuali del triennio, Valutazione dei settori scientifico-disciplinari, Valutazione dei corsi magistrali. Con vari indici..che non sta a elencare (7 per il primo, 5 per il secondo e 5 per il terzo), per le spiegazioni tecniche vi rimando al plico che c'è nello stanzino.. Importante comunque che si prenda uan posizione netta e favorevole all'introduzione di questi parametri, nonostante l'ostilità di gran parte del cdf. (per il gruppo didattica ci troveremo forse prima del prox collettivo per parlarne meglio)


Mi piacerebbe leggere questo metodo Roccato. Comunque, io non ho mai capito se queste valutazioni servano a qualcosa. Sicuramente ogni professore riceve un feedback (a me, come prof. di unito mi arriva ogni anno una mail con un allegato pieno di tanti bei grafici). Poi ognuno ne fa l'uso che ne vuole. Ho assistito a richiami di professori due volte: una volta quando ero studente al Poli, una volta a Psicologia (caso Pia). In tutti e due i casi, i questionari non c'entrarono nulla. Furono iniziative di massa o dei rappresentanti. Nel caso del prof. del Poli ("mitico" Canuto) fu una sommossa di massa più che giusta. Nel caso Pia, un'iniziativa dei rappresentanti, ma questa è storia recente... sappiamo tutti che alla fine non fu poi così giusto nei confronti di Pia.  Come docente, paradossalmente, invece, continuo a sentire lamentele verso un paio di prof. presso la facoltà di scienze strategiche di unito, dove insegno, ma nessuno fa nulla... nonostante i risultati dei questionari del CPD siano disastrosi. Personalmente ho parlato con uno dei due colleghi, che poi è un bravo vecchietto... ha solo dei metodi un pò antichi. Al poli invece non è mai successo più nulla che io sappia...a Dublino non esistono proprio sti questionari :-)
Tutto questo per dirvi che forse, prima di inventarsi dei punteggi e questionari innovativi (alla Roccato) bisognerebbe chiedersi se questi questionari servono per tutti i docenti oppure servono solo per i docenti che vogliono ascoltare. Però quelli che vogliono ascoltare, ascoltano con o senza questionari. Ad es. la Steila, chiede sempre se il corso sta andando bene e anche se il programma è interessante. Una grande prof!! Una volta, invece, feci un giro per piazza Vittorio con Perussia e gli chiesi come mai a lezione non spiegava le cose che poi chiedeva all'esame. Mi rispose che il Professore è colui che insegna, stimola alla cultura (lui usè termini più forbiti che io non so ripetere) e che gli studenti devono andare al corso per essere stimolati intellettualmente. Poi, per l'esame ci sono i libri. Non me lo disse in maniera incazzata. Fu un discorso tranquillo e mi dedicò anche parecchio tempo. Solo che se uno parte dalle basi Perussiane, non serve alcun questionario. Il discorso è chiuso per principio. Che ne pensate?

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Organizziamoci ! / Dai cugini del Poli
« on: October 26, 2009, 06:08:14 PM »
Ogni tanto ricevo qualcosa di interessante dai "cugini" del Poli:

Oggi, 20 Ottobre, si è tenuta nell'aula 1 della sede centrale del Politecnico di Torino, un'assemblea di studenti convocata ieri a seguito dell'incontro informativo tenuto dal Rettore.
 
L'assemblea ha tentato in primo luogo di chiarire i punti della "riforma", la maggior parte dei quali si sono rivelati incompresi ed oscuri nonostante si sia tenuto l'incontro con il Rettore. In secondo luogo notate le diverse criticità della riforma stessa volte inevitabilmente ad una drastica riduzione della quantità e della qualità della didattica, è nata l'idea di contrastare questa iniziativa di riforma con una chiara controproposta. Dalle discussioni successive si è però resa evidente una legittima incapacità ed impossibilità di formulare una proposta concreta perché non abbiamo né i dati, né le informazioni necessarie per definire un progetto alternativo concreto.
 
É stata comunque condivisa l'idea che questa riforma più che essere un progetto volto al miglioramento della didattica e della sua organizzazione, è solo un frettoloso processo di contenimento dei costi. La riforma, dunque, è la prima diretta conseguenza dei provvedimenti ministeriali, tra cui non solo la legge 133 e il D.M. 270, ma anche la nota M.I.U.R. 160. È da qui dunque che nascono: chiusura delle sedi decentrate, accorpamenti di corsi e facoltà, teledidattica, aumento esagerato di studenti per classe e taglio del personale docente e tecnico-amministrativo. È da evidenziare che la nota 160 del  ministero non ha valore di legge ma è una circolare che fornisce solo linee guida. Tuttavia il Politecnico di Torino, anticipando i tempi, si sta rendendo il precursore, e potremmo quasi dire il promotore, delle politiche governative.
 
È per questo motivo che noi chiediamo con fermezza che il senato accademico blocchi la delibera di questa riforma, prendendo così una posizione critica e concreta, opponendosi alle indicazioni governative.
 
Nonostante il Politecnico sia il secondo ateneo d'Italia, secondo la classifica stilata dal ministero, con l'adeguarsi alle decisioni del ministro Gelmini decide di ridurre drasticamente la qualità degli insegnamenti. Se i tagli da effettuare sono proporzionali alla presunta virtuosità degli atenei, possiamo tristemente immaginare la situazione in cui versano le altre università italiane. Proprio in virtù della sua posizione "privilegiata", siamo convinti che un'opposizione a questi decreti da parte del Politecnico di Torino possa essere un forte segnale che non passerà di certo inosservato.
Notando inoltre che queste politiche venivano portate avanti dal rettore Profumo nel silenzio più totale, ci chiediamo se i processi decisionali dell'università siano realmente democratici: studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo sono stati completamente esclusi.
 
È per questa ragione che chiediamo il blocco della delibera fino a quando non ci sarà stato il coinvolgimento di tutto l'ateneo tramite incontri di vera informazione e partecipazione assembleare.
Siamo convinti che una maggiore partecipazione e trasparenza porteranno a un miglioramento della nostra università.
 
 
Studenti del Politecnico riuniti in assemblea

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Organizziamoci ! / Professori gratis
« on: October 21, 2009, 02:47:01 AM »
Dopo aver avuto un confronto con qualcuno di voi, aggiungo qualche precisazione:

1) Credo che le 10 persone che mancano per raggiungere la giusta proporzione debbano essere degli strutturati e non dei professori a contratto. Se così fosse, questo chiude la questione e l'unica possibilità è il numero chiuso. Se la cosa non piace bisogna contestare il governo e non il consiglio di facoltà (anzi io contesterei di più l'opposizione che non si oppone abbastanza). Il massimo che si può avere è che il consiglio di facoltà, dopo aver introdotto il numero chiuso ed il relativo regolamento, potrebbe scrivere un documento al rettore in cui i membri del consiglio dichiarano di essere stati costretti ad inserire il numero chiuso da una legge che non approvano. Più di questo (che sarebbe già moltissimo) non si può ottenere.

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Organizziamoci ! / Ancora 270
« on: October 21, 2009, 02:29:17 AM »
Propongo solo una riflessione sulla 270: non ci si può opporre a chi esegue una legge ma a chi la crea. Con la legge attuale non c'è alcuna alternativa al numero chiuso. Ripeto, è matematica. Rapporto da rispettare + impossibilità di assumere nuovi professori = diminuire gli studenti. O ammazziamo gli studenti (illegale :-) oppure mettiamo il numero chiuso. Anche al Poli stanno protestando per questo. Ma la legge non l'ha fatta il Rettore, il Preside, ecc... loro la devono solo eseguire. Se non la eseguono, vengono licenziati. Sono dipendenti statali cioè dipendono dallo stato e dalle sue leggi. Le leggi vanno rispettate a parte che per principio, perchè se non lo si fa si incorre in sanzioni. Mentre si rispetta la legge (e quindi si mette il numero chiuso a meno che qualcuno non abbia un'idea geniale per rispettare la legge senza dover mettere il numero chiuso) si può contestare la legge. Però non bisogna contestarla all'organo esecutivo (l'università, il rettore, il preside, ecc...) ma all'organo legislativo (il parlamento e il governo). Alla fine la legge è stata fatta da Tremonti e non dalla Gelmini (che è solo un'esecutrice) e, infatti, hanno ragione gli studenti del Poli a chiamarsi "No Tremonti" anzichè "No Gelmini". In ogni caso l'ha fatta il governo e io concordo nel contestare il governo politicamente. Io ho sempre ritenuto che ci saremmo dovuti mantenere apartitici ma intendevo sulle questioni interne alla facoltà. Sulle questioni che riguardano l'intera Nazione bisogna essere di parte e in particolare della parte opposta al governo..... peccato però che non ho ancora capito chi sia l'opposizione in Italia......

Mi rispondono:

Quote
L'unica alternativa possibile sarebbe assumere 10 professori a gratis.  Lo dico in modo ironico, ma non poi così tanto, nel senso che è previsto dalla legge 230:  comma 10. Sulla base delle proprie esigenze didattiche e nell'ambito delle relative disponibilità di bilancio, previo espletamento di procedure, disciplinate con propri regolamenti, che assicurino la valutazione comparativa dei candidati e la pubblicità degli atti, le università possono conferire incarichi di insegnamento gratuiti o retribuiti, anche pluriennali, nei corsi di studio di cui all'articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270, a soggetti italiani e stranieri, ad esclusione del personale tecnico amministrativo delle università,   Tecnicamente parlando potrebbe essere attuabile. Anche se la legge 133 parla di blocco del turnover, una parte è collegata al bilancio e quindi l'assunzione gratis non influisce. Un'altra parte di legge dice:  In ogni caso il numero delle unità di personale da stabilizzare non può eccedere, per ciascuna amministrazione, il 10 per cento delle unità cessate nell'anno precedente.  A questo non so rispondere perchè non ho dati in mano...   Se fossimo seriamente intenzionati a creare una battaglia pubblica insieme a tutti gli studenti, il corpo docente, il Preside e a fare una battaglia mediatica con la forza di 10 professori (agnelli sacrificati o forse no) che sono costretti a lavorare gratuitamente in nome di un diritto allo studio sacrosanto forse riusciremmo a fare qualcosa... Ma è l'utopia delle 0.07 dopo un'americanata di film, quindi non statemi troppo a leggere. La cosa buona è che mi sono letta finalmente le leggi nella loro interezza con tutti i commi


Un'altra persona mi risponde:

Quote
una delle conseguenze negative di attuare ciò che tu dici sarebbe una svendita del lavoro dei docenti, della cultura etc. Già così i fondi dedicati al "sapere" sono pochi, attuando una battaglia del genere temo che il governo (o chi per esso) ne approfitterebbe: dato che il mondo universitario va avanti anche senza soldi perchè darne? ovviamente è un'estremizzazione. da quanto ho capito, mi sembra che alcuni corsi vengono pagati 50€!!!!!!!!ok, che insegnando non ci si arricchisce, ma non è neanche giusto svendere il lavoro di chi ha studiato per anni!


Aggiungo che ci sono anche corsi che vengono insegnati gratis (basta guardare la sezione concorsi sul sito di unito). Chi li tiene? Non li tengono professori disperati che hanno bisogno di 50 euro :-) Sono fatti a posta per alcuni che hanno bisogno di punteggio.
Io la vedo al contrario, rispetto a te però. Non c'entra la svendita del lavoro. Il governo non lo accetterebbe e sarebbe una manovra sovversiva perchè il governo vuole ridurre gli studenti. Gli studenti costano troppo! Più del doppio di quanto pagano di tasse. Quindi, o si alzano le tasse o si riducono gli studenti. Stanno facendo entrambe le cose. Dato che però le tasse sono ancora "troppo basse" per il costo di uno studente, bisogna tagliare studenti. E' un disegno ben preciso e nessun rettore (che vuole rimanere rettore :-) accetterebbe di istituire nuovi corsi, emettere degli appositi bandi, per assumere docenti gratuitamente, per raggirare la manovra del governo. Sarebbe un'azione eversiva. Invece la linea proposta (leggi "obbligata") dal governo è ridurre il numero degli studenti, ridurre le spese, andare verso la privatizzazione dell'università come in tantissimi altri paesi. Ovviamente io condanno questo atteggiamento ma ci vuole una forte alternativa politica in Italia... e invece non c'è.... :-(

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Riforma Gelmini / Informazione più che blocco
« on: November 15, 2008, 01:11:32 AM »
Concordo con tutto quel che è stato scritto: il blocco dovrebbe essere fatto in maniera globale in tutta Italia ed organizzato assieme ai docenti. Altrimenti sarebbe strumentalizzato come atto violento. Invece credo sia bene partecipare alle lezioni ed utilizzarle per informare chi ancora non ha minimamente aderito alla protesta (cioè l'80% degli studenti, almeno). Sì, è vero che è dura continuare a partecipare ma non dobbiamo mollare: conta più la costanza che l'intensità. Quindi meglio non partecipare a tutto che rischiare di perdere le forze e non partecipare più a nulla tra un mese.

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Riforma Gelmini / Adesione maxigruppo siti anti-Gelmini?
« on: October 18, 2008, 07:19:36 PM »
Mi ha scritto Enrico Testi, uno studente che ha creato un gruppo su facebook di 41.000 iscritti.
Vorrebbe linkare al maxisito noGelmini tutti i siti universitari che si battono contro la legge Gelmini.
Io non so che dire. Non so se tutto sognopsicologia è esplicitamente contro la Gelmini....

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Auguri! / Grazie!!!
« on: October 26, 2007, 04:45:35 PM »
GRAZIE A TUTTI!!!!!

Anche se partecipo poco alle discussioni in questo periodo, mi sento sempre legatissimo a questo forum e a voi tutti.

Un bacione a tutti.

 :bye2:

Vito

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